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Finita l’immunità, pronti gli arresti

Da una parte il sollievo per sè, dall’altra il dispiace per gli altri. In queste ore, Marco Milanese non nasconde l’ imbarazzo. In queste ultime ore, prima della scadenza della legislatura. Che per lui, come per altri deputati e senatori, ha rappresentato anche lo scudo contro il carcere. Milanese, già braccio destro di Tremonti, è infatti l’unico tra i prossimi ex onorevoli, a cui è stato revocato l’iniziale ordine d’arresto. Che invece da venerdì diventa esecutivo per Nicola Cosentino, Sergio De Gregorio, Alberto Tedesco e Vincenzo Nespoli.

Con l’insediamento delle nuove Camere, decade infatti l’immunità. E a quel punto, come nel caso dell’ex sottosegretario all’economia, la procura di Napoli può chiedere l’ esecuzione delle due ordinanze pendenti, per storie di camorra, rifiuti e voti. Cosentino avrebbe ipotizzato di consegnarsi in carcere, ma – ci specifica il difensore, Stefano Montone – non ha ancora deciso. E nel frattempo, impone il silenzio.
Ha invece già detto di essere pronto alla limitazione della libertà il senatore De Gregorio, dopo aver riempito verbali sui 3 milioni ricevuti a suo dire nel 2006, in cambio del passaggio al Pdl, per far cadere il Governo Prodi. Rassegnato, aspetta i domiciliari anche Tedesco, già senatore Pd e assessore alla sanità in Puglia, per il quale all’epoca Palazzo Madama disse no all’arresto. Chi spera ancora in una marcia indietro in extremis della misura è Nespoli, già senatore Pdl e sindaco di Afragola, nel napoletano. E’ ancora in attesa infatti della decisione dei giudici sulla richiesta di revoca.
*ps Viste tutte insieme, tutte queste storie diverse che arrivano- all’improvviso- tutte insieme ad un punto di svolta fanno impressione. Davvero. Ma forse consegnano anche un’ultima immagine di quello che è stata la passata legislatura.