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Caselli-Grasso, vent’anni di veleni

Ora, lo scontro da mediatico diventa pure istituzionale. Ora, l’ultimo scontro tra Piero Grasso e Giancarlo Caselli riapre le mai ricomposte spaccature all’interno del Palazzo dei Veleni di Palermo.  E’ il Procuratore di Torino a passare dalle polemiche in tv agli atti formali, chiedendo ufficialmente al Consiglio Superiore della Magistratura di intervenire “a sua tutela dalle accuse del neopresidente del Senato a Piazza Pulita”. “Si è prodotto in un monologo con allusioni suggestive”, scrive, richiamando la separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura. Due i punti dell’intervista di Grasso più contestati dall’ormai ex collega : la ricostruzione della sua nomina a superprocuratore antimafia- poltrona per la quale correva anche lo stesso Caselli, escluso nei fatti dalla legge che stabilì il limite di 66 anni; e poi quel riferimento in tv del presidente del Senato ai “processi-gogna”. “Un comportamento ancora più delegittimante – scrive il Procuratore torinese -perché tenuto nel giorno della sentenza Dell’Utri”, procedimento avviato quando proprio lui era il capo della Procura a Palermo. Ed è lì, nel Palazzo dei Veleni guidato da entrambi, che sta l’origine dello scontro tra le due alte toghe, tra due diverse filosofie investigative e nel tempo tra due “schieramenti” di pm palermitani.

Uno scontro – riaperto da Marco Travaglio in tv – che ora, dopo l’elezione di Grasso a seconda carica dello Stato e la richiesta di intervento del Csm, diventa pure istituzionale.

*Qui, sul sito di Radio24, il testo originale della nota al Csm del procuratore Caselli