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Richiamo Ue: “Giù le mani dai giudici”

Il messaggio – stavolta- è più diretto del solito. E piomba su un Paese, reduce da manifestazioni fuori e dentro i tribunali e bracci di ferro nelle aule. “Giù le mani dai giudici”, tuona da Bruxelles la Commissaria europea alla Giustizia, Viviane Reding, dopo aver illustrato il rapporto che mostra – ancora una volta, l’Italia – fanalino di coda di una Giustizia lumaca. Una macchina ingolfata, col record europeo di cause civili pendenti ogni 100 abitanti- 7; una macchina lenta, con almeno 500 giorni per cause commerciali – che allontana gli investitori e fa perdere al Paese un punto di Pil. Una macchina che più riforme di recente hanno cercato di sbloccare, ma che troppo spesso finisce nel vicolo cieco dello scontro tra giustizia e politica. Con buona pace dell’ “efficacia e dell’ indipedenza della magistratura, essenziali, invece – come ricorda Olli Rehn, vicepresidente agli affari economici – per conquistare business”. Quello che invece negli anni l’Italia ha di sicuro conquistato è la maglia nera dei ricorsi a Strasburgo, per la lentezza dei processi: 14.188 quelli tuttora pendenti, che solo nel 2011 costarono 8,5milioni. Una macchina bloccata, anche perché strattonata dalla politica, a cui ora il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, “sollecita riforme strutturali della Giustizia”.

Qui, l’intero rapporto della Commissione Europea sulla Giustizia nei 27 Paesi