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La ricetta inglese contro la strage di donne

A Londra ci sono riusciti. In meno di dieci anni, femminicidi drasticamente calati. Grazie ad un “metodo” che ora dalla Gran Bretagna potrebbe sbarcare anche in Italia.
La ricetta che salva le donne è molto semplice: una rete, che garantisce soccorso, aiuto concreto alle vittime e soprattutto contatti continui  tra mondi diversi: dalla magistratura alla polizia; dalla sanità, ai servizi sociali e legali. E’ successo così che nella capitale inglese dai 49 casi di delitti di donne del 2003 si è passati a solo 5 nel 2010. Cifre che registrano un successo, che ora l’Università Bicocca di Milano e la Global Foundation for the Elimination of Domestic Violence puntano ad importare anche nel nostro Paese, grazie ad un’intesa sottoscritta ed annunciata alla Fondazione Feltrinelli dalla scrittrice Simonetta Agnello Hornby, prima avvocata ad aprire in Inghilterra uno studio dedicato ai casi di violenza domestica e Marina Calloni, professore che si occuperà della realizzazione di Eliminating Domestic Violence Italy.

Il “metodo inglese” è nato da un’idea della  baronessa del Labour Party, Patricia Scotland, che ha fatto nascere la Global Foundation Eliminating Domestic Violence, a partire da un assunto: una rete globale di sostegno alle donne è economicamente vantaggiosa per l’intero Paese. Così, i grandi gruppi e le multinazionali sono state sensibilizzate sul tema della violenza domestica, conspevoli che “una dipendente protetta lavora di più e meglio – ha spiegato la baronessa Scotland -. E non incide sul bilancio dell’azienda”. Così dal 2005, il costo nazionale del mancato lavoro delle donne è diminuito da 2700 milioni a 1900 milioni di sterline.
E poi tutto ciò di cui una donna minacciata all’interno della sua casa ha bisogno: un’altra casa, per poter lasciare quella dove subisce violenze; aiuti con figli, per poter continuare ad andare a lavoro; soccorso psicologico e legale. Per questo, la vittima e la sua famiglia sanno che per tre mesi possono contare su un alloggio pubblico e sul supporto della propria azienda, senza rischiare di perdere il lavoro. Perché la battaglia è comune, del pubblico e del privato. Contro le violenze, a favore delle donne. “Questo metodo è così semplice che si può applicare ovunque, anche in Italia – assicura Simonetta Agnello Hornby, annunciando che tutto il ricavato delle vendite di ‘Il male che si deve raccontare per cancellare la violenza” sarà devoluto per la creazione di Edv Italy.

*Alla presentazione dell’iniziativa, giovedì 6 giugno, alla Fondazione Feltrinelli a Milano per Radio 24 e per Storiacce blog c’era la collega Daniela Abbrunzo, autrice anche dell’intervista a Simonetta Agnello Hornby

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