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La promessa di Trame3: una Calabria bellissima

Lamezia – “Questa terra diventerà bellissima”. Lasciando Trame ne sono ogni volta più convinta. Provata, come tutti, dopo 5 giorni intensi di dibattiti, riflessioni, musica e cinema- ma anche di chiacchiere fino a notte fonda – porto con me l’energia e l’entusiasmo e la passione positiva, percepita soprattutto quando a tarda sera ieri abbiamo brindato, quando già il palco veniva smantellato. Insieme con i volontari, i tanti ragazzi soprattutto calabresi arrivati da ogni parte d’Italia. Stanchissimi, ma felici, convinti di partecipare a qualcosa di profondo in corso: il risveglio della parte migliore della Calabria, ferita da secoli di ‘ndrangheta, sfregiata da incuria per l’ambiente, soffocata da prolungate consegne del silenzio.

Già la sola realizzazione- tre anni fa – di un festival dei libri sulle mafie è una rivoluzione, che ho visto sbocciare dal primo giorno. Ieri notte, per partecipare al brindisi finale, io, John Dickie, caro amico, oltre che autorevole studioso inglese di mafie e Beppe Lumia, comandante del Ros di Rosarno- abbiamo lasciato per 10 minuti la proiezione del documentario “Mafia bunker”. Mezzanotte era passata e il chiostro di palazzo Nicotera era strapieno. Quando siamo tornati, per riprendere il dibattio, la gente era ancora di più. In piedi, seduta a terra, partecipe, come prima alla presentazione del Dizionario Enciclopedico delle mafie. O ad ascoltare l’intervista al ministro della Cultura, Massimo Bray. E come è stato per tutti i 5 giorni di questa terza edizione di Trame.

Questi sono i fiori della Calabria, tutte le mani che si sono incrociate, alzate, salutate. Perché la storia può cambiare anche con una stretta di mano, data o negata come dice l’ex procuratore reggino Giuseppe Pignatone. I simboli contano e bisogna partire da lì, come ha ricordato il ministro Bray, che ha voluto visitare anche la bella casa del libro di Lamezia, con manoscritti di Tommaso Campanella. Simboli, come i Bronzi di Riace. Che di rialzeranno presto, ha promesso il ministro. La cultura e il turismo faranno bella questa terra. Soffocando i suoi mali, a cominciare dalla malavita organizzata.

Un messaggio, questo di Trame, che altri vorrebbero esportare anche nelle loro città. Così una donna tarantina si è fatta largo tra la gente, per chiedere al ministro di visitare anche la sua città, infestata dai fumi dell’Ilva.

Il messaggio di Trame è il messaggio di determinazione e speranza. Messaggio di futuro, da costruire chiamando le cose col proprio nome, come ha ricordato la sindaca di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta. Il messaggio di Trame è un cammino condiviso di risveglio.

Per avere l’anno prossimo ancora più mani in alto.

ps Ho tantissimo ancora da raccontarvi e bellissime foto- soprattutto di Mario  Spada e anche di Claudio Rapaccini del Progetto San Francesco da condividere. Appena riesco. Con sole tre ore di sonno, sono passata dall’energia di Trame al delirio della sentenza Ruby…

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Ultimi commenti

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