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Mediaset, le conseguenze della Cassazione

Da una parte il pessimismo di Niccolò Ghedini, dall’altra la scaramanzia del professor Franco Coppi. In mezzo, le ansie dell’intero Governo per un verdetto che potrebbe determinare il futuro politico del Paese. Insieme a quello del leader del Pdl. Dalla decisione della Cassazione nel processo Mediaset, oltre al colore della fedina penale, dipenderà soprattutto la possibiltà o meno per Silvio Berlusconi di essere ancora sugli scranni del Senato ed essere ancora candidabile. Se infatti la Suprema Corte dovesse confermare le due condanne a 4 anni per una frode fiscale da 7milioni di euro, inizierebbe per lui a Palazzo Madama l’iter per la decadenza da senatore. Prima il voto della Giunta per l’immunità, poi dell’aula, col rischio di un drammatico braccio di ferro tra poteri. All’opposto, la Cassazione potrebbe raccogliere alcuni dei ricorsi sollevati ed annullare la sentenza della Corte d’appello. In sostanza assolvere, a quel punto in via definitiva l’ex premier.  Lo spera la difesa, ricordando – tra l’altro – l’esito, positivo per loro, dell’analogo caso Mediatrade: sempre diritti tv, ma altre annualità.
Esiste però anche una terza possibilità, che la Suprema Corte disponga un nuovo processo di secondo grado, sulla base di debolezze nelle motivazioni d’appello. A quel punto, però, considerando che la contestazione del 2002 si prescrive al più tardi a settembre — se anche una nuova eventuale condanna arrivasse prima dell’estate 2014, quando tutto sarà ormai decaduto, resterebbe probabilmente al di sotto dei 3 anni, coperti da indulto. E sparirebbe la temuta interdizione dai pubblici uffici.

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Ultimi commenti

  • Raffaella 15 agosto 2013 / ore 11:03

    Volevo scusarmi con voi, per non aver più aggiornato- dopo l’attesa della sentenza- il blog, col verdetto e tutto il resto. Non sono stata in grado di farlo, ma abbiamo commentato sulla pagina facebook Storiacce e su twitter @rafcalandra. Grazie

  • massimo greco 31 luglio 2013 / ore 10:43

    Mi sembra che il problema più grave che emerge dall’attesa del pronunciamento della Cassazione nel processo Mediaset non sia tanto quale futuro giudiziario e politico attenda Silvio Berlusconi dopo la sentenza quanto l’anomalia unica al mondo che da questo pronunciamento dipenda l’esistenza di un intero Governo che dovrebbe invece rimanere del tutto incontaminato da tale giudizio.Ma il nostro Paese vive ormai da anni “Border Line” senza alcun rispetto delle regole e soprattutto senza ascoltare le problematiche sempre più pressanti dei cittadini.Se dobbiamo assistere ad uno spettacolo del mondo politico che da una parte (centro-destra) minaccia dimissioni di massa e che dall’altra parte (centro-sinistra) dopo non aver mai risolto il conflitto d’interessi spera in una lieve forma di condanna di Berlusconi per poter continuare a governare, bisogna allora veramente sperare che la condanna sia confermata nella sua interezza e che spazzi via questi incapaci,nella migliore delle ipotesi, dalla guida del nostro Paese e apra una stagione di vere riforme e di rinnovamento dei quadri politici. Povera Italia come siamo ridotti se dobbiamo aggrapparci ad una sentenza della Cassazione per liberarci da questi inetti insignificanti uomini politici.

  • adele marini 30 luglio 2013 / ore 19:08

    Ciao Raffaella, anzitutto grazie di essere lì per raccontarci quello che accade. Per come la vedo io, la vera vergogna del nostro paese non sta nel fatto che un pregiudicato sia al vertice di un partito di maggioranza, sieda in parlamento e si proponga di tornare a governare, bensì nel fatto che dal verdetto che verrà pronunciato dipendano le sorti dell’intero paese. Come se sul banco degli imputati non sedesse un solo uomo, ma tutti i cittadini.