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Ferragosto a Milano, non più tanto deserta

Quest’anno, c’è anche un piacevole venticello. E ieri sera, al semaforo c’erano anche due tre auto in attesa. Non è più il Ferragosto di un tempo, quando il sole- feroce – faceva tremolare i contorni dei palazzi, in un deserto di cemento. Dove sentivi solo l’eco dei tuoi passi, quando i tacchi non affondavano del tutto nell’asfalto. Non un rumore di bar, niente musica di negozi, niente clacson di auto, né vocio di passanti. Essere Milano a Ferragosto negli anni scorsi ti faceva sentire uno dei pochissimi sopravvissuti, il day after di una strage silenziosa al veleno.
Negli anni, non è stato più così. E’ progressivamente aumentato il numero di chi resta, insieme a chi continua a lavorare. E’ perfino possibile trovare qualche bar (pochi a dire il vero), pizzeria o negozio aperto, senza dover attraversare chilometri di semafori solitari e strade “evacuate”. Non c’è più quella serrata totale di un tempo. E non ci sono più neanche le vacanze di un tempo, in una città che risente come molte altre della crisi.  E che allo stesso tempo, sta cercando di offrirsi un pò più accogliente ai turisti, anche qualche metro fuori dall’ombra del Duomo.
Da qualche anno, mi capita spesso di passare qualche giorno d’ Agosto a Milano, a lavoro. Spesso proprio Ferragosto, come quest’anno. Una scelta, che rivendico. E non ho potuto non notare il cambiamento. Soprattutto del numero di persone che ci sono in città, più che di esercizi aperti. Oltre alle pizzerie gestite da egiziani e pachistani, c’è forse qualche bar qua e là aperto, ma la successione di serrande abbassate resta lunghissima. In centro!
A dire il vero, con un inizio d’agosto così infuocato, con la sentenza della Cassazione per Berlusconi, è l’Italia intera che in un certo senso non è andata (ancora) in vacanza, benché si sia trasferita sul mare. E allora anche questo Ferragosto è solo l’apice di un’estate, in cui il Paese non ha potuto concedersi solo chiacchiere da ombrellone (negli anni scorsi, c’era lo spread a tormentare i bagni di sole sul lettino). E allora ci si fa ancora meno caso a vedere gente in giro.
Ma resta quella (piacevole) atmosfera un pò da sopravvissuti, che fa di questi day after agostani bellissimi momenti di ritrovo, di riscoperta di nuove amicizie e di silenziose cene in terrazza. Il bello del Ferragosto in città (per fortuna) è ancora salvo.

ps. Foto della redazione del Sole24ore

pps Corso di Porta Romana, ore 22, 14 agosto

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