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La giornata infinita della Concordia

Isola del Giglio – Ha il colore della ruggine e delle alghe il volto riemerso della Concordia. Una linea nitida separa il bianco della parte rimasta all’ esterno dell’ ex nave da crociera dal marrone del relitto, naufragato con 32 persone nelle acque del Giglio. E le dimensioni di questa fascia, con i segni dei 20 mesi passati, misurano il cammino di un’operazione di rotazione, mai tentata prima, e che richiede molto più di tempo di quanto stimato.

Non bastano 12 ore, ne servono forse 20 o ancora di più, in un calendario di scadenze che sul cantiere galleggiante si dilata in continuazione. E’ prima il temporale notturno a far slittare tutto di 3 ore, poi la prudenza per la difficoltà nella fase di disincaglio della fiancata, “fortemente deformata” – si scopre ora. Quindi, quando già il calar del buio fa accendere i fari sulle piattaforme, un groviglio di cavi impone un nuovo stop:  si rischiava di danneggiare una parte elettrica, quindi 8 tecnici hanno scalato la parete esterna della Concordia per correre ai ripari.

Sono i gradi della rotazione a calcolare il conto alla rovescia di quest’intervento, che solo a 24 gradi entrerà nell’ultima fase, quando il peso dei cassoni, applicati al relitto- una volta arrivati all’acqua – sostituirà la trazione dei  martinetti  idraulici. Il respiro della grande balena viene monitorato in ogni istante dalla control room, di 7 metri per sei, per 11 ingegneri di un team internazionale, composto anche di due italiani e una donna-tedesca. Porta il nome di Polluce, uno dei Dioscuri –  che chiese al padre Zeus di morire pur di restare accanto al fratello Castore – la stanza galleggiante che decide il destino della Concordia e di un’intera isola. Qui gli “11 uomini d’oro”, come li ha definiti il commissario Franco Gabrielli decidono ogni intervento, davanti a monitor con ogni parametro e microfoni, con la voce del mare, spia della situazione. “Determination and love” portano scritto sulle magliette alcuni del dream team, guidati dal sudafricano Nick Sloane, che ha dato il via libera all’operazione. E che quando il disincaglio era avvenuto ha mandato una mail di esultanza al collega a terra, irriferibile perché coperta da troppi beep beep. La tensione si stempera anche così, nella stanza galleggiante che ha addosso gli occhi del mondo.

Contemporaneamente, si analizza l’acqua del mare, per scongiurare un inquinamento, per cui il Ministero dell’ Ambiente comunque conta di chiedere un risarcimento per 12 milioni. Due file di panne di contenimento circondano la Concordia, come una grande scena del crimine, pronte ad assorbire eventuali liquidi che la nave possa riversare.

In questa giornata infinita sull’ isola non c’è più differenza tra notte e giorno. E tutti sul porto guardano solo la Concordia.

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