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Concordia, ecco il volto oscuro. Il triste lento addio del Giglio

Come la facciata di un palazzo bombardato.

Sventrata dall’impronta degli scogli ed erosa dalla ruggine, la Concordia riemerge dalle acque del mare- dopo 20 mesi e dopo 20 ore di intervento – e mostra sotto al sole del Giglio il suo volto oscuro. La poppa accartocciata, come una casa crollata con un terremoto, i balconi mangiati da alghe e salsedine. Che lasciano una patina- triste – marrone sugli 11 piani di questo che era un villaggio vacanze galleggiante. Si vedono ancora, gli oggetti della festa che fu: i fari sulla discoteca sul ponte; lo stemma della piscina; brandelli di solarium. Le porte delle cabine sono a volte aperte, altre chiuse. Incredibilmente spesso intatte. Contro le ringhiere, ammassate, decine di sedie e di sdraio. Resti di una vita interrotta per 32 la notte del 12 gennaio 2012. Tra le lamiere bruciate dal sale, dal tempo e dall’impatto, si intravedono stracci, brandelli di stoffe colorate. Una gialla e un’altra rossa, aggrappate tra loro, sembrano comporre una sagoma umana. Beffa di una sciagura, costata la vita a 32 persone, due delle quali non ancora restituite dalla pancia della Concordia. O dal mare.

A prua, la Concordia è come il viso di un grande ustionato: da un lato la guancia pulita, liscia, candida. Luminosa. Dall’altra parte, separate da una nitida linea marrone, le ferite della ruggine, accumulata in 20 mesi sott’acqua.

E’ qui, in questo mondo riemerso, che sarà ora diretta la prossima missione dei tecnici, fino ad ora concentrati sulla rotazione Concordia. Qui cercheranno i due dispersi; qui proveranno ad aprire le cabine e le cassaforti dei passeggeri, per restituire i propri effetti personali. Ma tutto questo solo dopo che la nave sarà stabilizzata di più alla piattaforma, pronta a sostenere l’inverno; poi a galleggiare, quindi pronta ad essere portata nel porto che dovrà demolirla. “Entro giugno 2014”, chiede il sindaco dell’isola, rasserenato però dall’esito di un intervento – costato più di 600 milioni di dollari – che ha scongiurato il rischio ambientale. Temuto dagli isolani, che hanno seguito fino alla fine, fino alle 4 del mattino le lente operazioni di rotazione della nave, e che ora si preparano- anche con “tristezza”, raccontano – a dare l’addio ad un gigante bianco che da un anno e mezzo ha fatto parte del loro orizzonte quotidiano e della loro vita. “E’ una creatura, mi dispiace”, “chi vive sul mare e del mare vive come una creatura viva, cosa viene dal mare”.

*ps ma di questo vi racconterò più avanti e nel reportage su Radio24. Ora dopo due giorni senza passare per il via, senza riposo, non sarei troppo lucida. A più tardi!

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Ultimi commenti

  • mbt chaussures 3 aprile 2015 / ore 09:18

    Concordia, ecco il volto oscuro. Il triste lento addio del Giglio | Storiacce
    mbt chaussures http://www.muretexpert.com/MBT-soldes.asp

  • pablo mastragostino 19 settembre 2013 / ore 12:56

    Gent.Le Raffaella, la questione per cui ci sono molti cantieri italiani interessati a ricevere la Costa Concordia e’ di due nature : 1) assunzione di personale per smaltire il relitto, per il ferro e altre parti 2) sovvenzioni dallo stato con relativi interessi e bustarelle che saranno date in giro.
    Infatti, se la nave fosse portata,pe esempio in Turchia dove ci sono anche strutture atte a ricevere una nave di tali dimensioni, la Costa venderebbe la nave ,come si dice in gergo dello Shippinig, come SCRAP ossia il cantiere di demolizione che accoglie la nave pagherebba alla Costa un tot per tonnellata di ferro del peso della nave quindi probabilmente 10-15 milioni di dollari.
    Mi auguro che la Costa, a meno che non riceva ordini dall’alto, non si pieghi ai voleri dei solito Noti.

    Cordiali saluti

    p.s. sono italiano ma residente in Svizzera e durante i week end quando torno a trovare la mia famiglia in Italia, ascolto sempre la vostra radio. Purtroppo il programma la zanzara e’ diventato inascoltabile poiche’ persone normali come me non hanno la facolta’ di esprimere le proprie opinioni e vengono anzi zittiti immediatamente.Al contrario con personaggi di un certo spessore,si va avnti nella discussione con garbo.
    Peccato. Complimeti a te e a Barisone invece che spiega le cose in maniera semplice e comprensibile.

    Pablo Mastragostino.

  • raffaella 18 settembre 2013 / ore 20:24

    Gea, grazie davvero. le tue parole mi ripagano di tanta fatica, perché il mio obiettivo è sempre quello di “portare” attraverso la voce e le parole gli ascoltatori, laddove io sono.

  • gea 17 settembre 2013 / ore 21:38

    Raffaella , buongiorno
    con la tua cronaca, ci hai fatto partecipi con parole piene di calore di una emozione grande che hai vissuto e di questo ti dico grazie: il tuo racconto si unisce alle emozioni che ho vissuto di persona guardando a lungo le trasmissioni che hanno raccontato queste epiche 24 ore.. Allo stesso modo ti ringrazio dei reportage tuoi tutti, che seguo molto spesso attraverso radio24.
    gea