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Ruby, il Cavaliere, il sesso.

“Regista del bunga-bunga”. E consapevole della minore età di Ruby, con cui “ebbe almeno due rapporti sessuali”. E questo – per la Corte – è “provato”.
Parlano di “capacità a delinquere” di Silvio Berlusconi i giudici della IV sezione penale di Milano, nelle motivazioni della sentenza con cui l’hanno condannato a 7 anni per prostituzione minorile e concussione, oltre all’interdizione perpetua dei pubblici uffici. 326 pagine, che ricostruiscono le feste di Arcore e il “collaudo sistema prostitutivo”- scrivono – in cui pure l’ allora diciassettenne marocchina era “inserita stabilmente”. Serate, ricompensate con gioielli e soldi.  Soldi, come quelli che le ragazze -divenute poi testimoni nel processo – hanno continuato a ricevere dall’imputato; soldi come i 5 milioni, che Ruby confidava di avere dal Cavaliere e per questo – “mostrando di essere scaltra”, nota la Corte – non dice al pm che Berlusconi conosceva la sua età. Soldi, in cambio di sesso, dunque.
E proprio per non far venire fuori tutto quanto avveniva nelle serate di Arcore, l’ allora premier,  “abusando della sua qualità” “intervenne pesantemente- secondo i giudici – sul capo di gabinetto della Questura” la notte del fermo di Ruby, per chiedere il suo affido a Nicole Minetti. “Se davvero non fosse stato al corrente della minore età, non avrebbe avuto motivo – si legge – di intervenire”. Sentenza surreale, commentano gli avvocati, convinti che non reggerà nei prossimi gradi di giudizio.
E’ però anche con questo fardello sulle spalle che Berlusconi si preparà il 27 al voto dell’aula sulla sua decadenza, dopo la condanna definitiva al processo Mediaset.

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