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Cinesi d’Italia, ecco tutti i numeri: reddito, lavori, rimesse

Sono la quarta comunità più numerosa d’Italia. Sono concentrati tra Milano, Firenze, Roma e Prato. Guadagnano in media 959 euro. E sono quelli che mandano più soldi a casa. In Cina.

E’ proprio nella città di Prato che è più alta l’incidenza dei cinesi. Il 31,8%  risulta occupato, commecianti (22,6%), ristoratori (16,2%). 56mila gli imprenditori e costituiscono il “9,5% degli imprenditori stranieri”, calcola la Fondazione Leone Moressa di Mestre, specializzata nello studio dell’immigrazione e del mercato del lavoro.  Quasi tutti lavorano nei negozi all’ingrosso (40%), in attività manifatturiere, come quelli di Prato (30,3) e nei ristoranti, che ora però propongono soprattutto cucina giapponese, anche se a  Tokyo non sono mai passati (20,4%).

Nel 2010, i redditi dichiarati ammontano a 7.330 euro. L’Irpef pagata è di 2.010- riporta sempre la Fondazione – per un totale di 145mila contribuenti cinesi. Le loro rimesse sono le più consistenti di tutti: 2 miliardi e 67 quelli mandati in Cina, soprattutto da Roma. Negli ultimi 5 anni, dall’Italia hanno spedito a casa più di 10 miliardi di euro, con un aumento del 74% dal 2008 al 2012.

Molto interessante è infine il dato sui cinesi di seconda generazione: nel 2010 in Italia i nati con cittadinanza cinese sono stati 5.154, di cui il 22,4% in Lombardia, il 15,3% in Emilia Romagna, il 14,9 in Veneto e il 12% in Piemonte.

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