Radio24 | Il Sole 24 ORE

Lauree comprate, studenti italiani indagati a Tirana

Non solo Renzo Bossi. Ma almeno una decina di studenti italiani. Dottori in Scienze sociali, senza aver partecipato a nessuna lezione. Ora tutti indagati in Albania.
“Sono una decina gli italiani sotto indagine qui a Tirana, per aver conseguito una laurea senza aver mai seguito le lezioni”. Samjr Tahiri, giovane ministro dell’Interno albanese, è seduto nel suo ufficio, accanto al busto dell’eroe nazionale Scandenberg. Ha davanti a sé cifre e statitistiche su tutte le cose fatte dall’arrivo al Governo. Sui latitanti arrestati, sul processo di trasparenza avviata. E mi conferma l’esistenza di un (primo) gruppetto di studenti italiani, finiti sott’indagine per essersi di fatto comprati la laurea. Senza un giorno di lezione. Dottori, senza aver mai messo piede in un ateneo. E questo “danneggia tutti. Noi non vogliamo il turismo delle lauree facili e false”, mi dice senza giri di parole, dopo aver spento la musica- classica- in sottofondo.
Il caso del Trota, Renzo Bossi, e della sua laurea pagata 77mila euro alla Krystal a Tirana ha fatto molto clamore anche lì. La notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati pure in Albania- oltre che a Milano – l’aveva già scritta il Corriere della Sera a maggio. Ora però scopriamo che questo era un vizietto più diffuso. “Una decina quelli su cui per ora stiamo indagando, i reati vanno dalla corruzione all’abuso d’ufficio”, racconta Tahiri.
Non è solo malcostume, ma organizzazione. “C’è un sistema di marketing che va all’estero e prelevano persone che vogliono laurea facile e pagano”, descrive. A Tirana, le università private sono esplose. Sessanta in uno Stato grande come la nostra Sardegna, più o meno. C’è la corsa ai titoli di studio e l’importante è averlo. Per questo, sono comparsi all’improvviso decine di atenei. “Ma ora vogliamo fare una verifica di qualità. Affidiamo ad una società di valutazione il compito di stilare una classifica”, annuncia il ministro. La stretta è dietro l’angolo. Anche questa nel nome dell’ Europa, il nuovo sogno dell’Albania. Per cui sono in corso riforme profonde, che stanno cercando di cambiare il Paese. E la lotta alla corruzione è una delle principali, insieme a quella contro il crimine organizzato.
Una corruzione che vale metà del Pil dell’Albania, insieme a tutto il sommerso, calcola il collega Cuci, delegato a tracciare quel piano nazionale contro le tangenti. Partire dall’istruzione è sempre un bel segnale. Per chi pensa di fare soldi con il business dell’istruzione. E per chi pensa di vantare un titolo, solo pagando i soldi. Per cambiare un Paese, bisogna sempre passare dalla cultura.

Condividi questo post

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.