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Dalla Svizzera o verso la Cina, un tesoretto fermato alla dogana

I più pignoli li avevano nascosti dentro finte sigarette, arrotolate insieme al tabacco. Qualcuno utilizza i pannolini dei bambini o finte fasciature. Molti li nascondono nella biancheria intima. Ma non manca chi ricorre ancora alla vecchia valigetta, con il più classico dei doppifondi. I soldi escono ed entrano dall’Italia nei modi più disparati. E negli ultimi tempi il flusso sotterraneo e clandestino di valuta ha avuto un’impennata. Quasi 79 milioni di euro sono stati sequestrati in entrata in Italia; più di 36 in uscita, stando ai dati della Guardia di Finanza. Un tesoretto da 110 milioni, che risolverebbe non pochi problemi a quest’Italia in perenne affanno. Cifre davanti alle quali si ha ancora una volta la conferma di quanto ampie restino le ricchezze sommerse, in vario modo. Nonostante tutto. Nonostante le leggi cambiate e il clima radicalmente diverso verso tutti i furbetti nostrani, da quelli dello scontrino inestistente- e questo vale tanto per la manicure cinese, che per il professionista italiano; fino ai proprietari di conti cifrati nei paradisi fiscali.
E’ lungo i confini dell’Italia che si è sviluppata l’ultima puntata di “A Ciascuno Il Suo” (domenica, 20.30).  Alle dogane dei due principali scali, Fiumicino e Malpensa, dove i labrador addestrati a fiutare i soldi, hanno fatto scoprire banconote nascoste nei modi più diversi. Alle uscite dei voli per Pechino e Shangai raccontano le Fiamme Gialle i cani “impazziscono”.
Aveva invece fatto costruire un’apertura meccanica sotto il cambio della sua auto invece quell’italiano, fermato a Drezzo, nel comasco, con 393mila euro tutti insieme. Tanti bigliettoni da 500, come quelli inseriti in salva slip, poi incollati a caldo per non svelare l’apertura. La taglia è sempre la stessa, sempre 500 euro, sia per chi cerca di portare fuori di nascosto troppi soldi- più cioé dei 10 mila euro a persona consentiti dalla legge; o per chi quegli stessi soldi cerca di riportarli in Italia. Prelevandoli soprattutto dai conti all’ estero. Agli spalloni classici, così, si aggiungono questi nuovi corrieri di valuta. Che sempre più spesso hanno invertito la rotta rispetto al passato. Sempre più spesso da fuori verso dentro. Dai vari paesi, storici forzieri di ricchezze e segreti, anche bancari, in direzione di un’Italia sempre più in crisi. Non stupisce allora che sia proprio la Svizzera la principale provenienza dei soldi bloccati alla dogana dalla Guardia di Finanza.
Il boom dei sequestri è dovuto anche al cambiamento delle regole, per cui ora può essere bloccato fino al 50% delle somma trovata. Voi che ne pensate di questo inasprimento? Sul sito Radio24 il podcast della puntata di “A Ciascuno Il Suo”

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