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Alluvione in Sardegna, prevista 7 anni fa

Un mese fa, l’alluvione- drammatica- in Sardegna. La pioggia, il fango, le voragini nella strada, gli allagamenti negli scantinati. I morti, gli sfollati. Oggi, si calcano ancora i danni, si chiedono gli aiuti. Ma già otto anni fa, tutto questo era stato previsto. E messo nero su bianco. Tutto questo era noto e raccontato, in ogni singolo dettaglio. “L’area è a rischio idrogeologico elevato e sono possibili lesioni gravi alle persone”. Risale all’ agosto del 2005 la relazione del professor Alfonso Andretta per il pm di Olbia, Renato Perinu.

Gravi lesioni, anche alle persone. Feriti e non si escludono vittime. Il quadro era chiaro, l’allarme preciso e circostanziato. Analizzato nel dettaglio dei vari quartieri, soprattutto dell’area di Pittulongu. Sono 116 pagine analitiche, scientifiche. Drammatiche, lette dopo che l’alluvione ha lasciato i lutti in Sardegna. Drammatiche, perché dimostrano quanto poco quell’allarme fosse stato ascoltato. Perché raccontano di come si sia negli anni costruito proprio laddove i tecnici dicevano e sapevano che era pericoloso.

Ho questa relazione del prof Andretta, dell’Università di Bologna, consulente già della Procura di Tempio Pausania, sul tavolo da un mese. Dai giorni successivi all’alluvione. Ve ne ho parlato anche in radio, ma oggi – oggi che dopo i primi 30 giorni da quell’alluvione si cominciano i primi bilanci – volevo ritirare fuori anche questi fogli di carta. Con le loro denunce mai ascoltate. Perché ciascuno ci pensi, alla propria quota di responsabilità.

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