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L’avvertimento di Caselli: attenti ai magistrati burocrati

Non la indosserà più nell’aula di un Tribunale, ma dopo più di quarant’anni quella toga è come se l’avesse cucita dentro. E ora che a 78 anni compiuti è andato in pensione, non può che continuare a parlare della magistratura come della “sua professione e del suo mondo”. Anche per questo, quando gli hanno offerto di coordinare l’osservatorio sulle agromafie di Coldiretti ed Eurispes, subito ha accetatto. Per restare ancora in prima fila, lui che nei 46 anni con la toga ha attraversato il buio degli anni di piombo e poi la notte della Repubblica nella stagione delle stragi di mafia.
Più volte bersaglio sia dei brigatisti che dei boss siciliani, da ultimo delle frange violente del movimento No Tav. Amato o osteggiato dai suoi colleghi, è stato senza dubbio uno dei protagonisti della storia recente italiana e non solo giudiziaria.
Ora che è andato in pensione, Giancarlo Caselli mette soprattutto in guardia dal rischio dei “magistrati burocrati”, lui che di sicuro non è lo stato mai. Per questo “sono stato punito, per la mia indipendenza”, riflette in una lunga e appassionata conversazione all’interno di “ACiascunoIlSuo”: dal processo Andreotti alla sua prossima sfida contro le agromafie, passando per le inchieste avviate a suo carico dai brigatisti ai veleni di Palermo, fino alla legge che gli impedì di concorrere per il posto di Procuratore Nazionale Antimafia. “Un’oscenità”, commenta- amaro – ancora oggi. Un’oscenità, di cui però “si sente orgoglioso, perché simbolo di indipendenza”. Ma anche alla luce della sua personale esperienza, mette in guardia dal rischio di avere troppi magistrati “burocrati, per paura di incorrere in ritorsioni”.
E’ stato come riavvolgere un pezzo significativo della storia d’Italia, conversare con Caselli. E gli ascoltatori, a giudicare dai messaggi anche sulla pagina facebook di Storiacce, o su twitter @rafcalandra, sono stati d’accordo. Ora è riascoltabile in podcast dal sito Radio24.it, nella pagina di ACiascunoIlSuo.

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Ultimi commenti

  • Raffaella 6 gennaio 2014 / ore 20:05

    Gentile Stefano,
    grazie tante per le sue parole. Le assicuro che ce la metterò tutta anche nel 2014, per continuare a raccontare storie che possano sempre interessare lei e tutti gli ascoltatori di Radio24. Vecchi e nuovi. Buon anno a lei. RC

  • Stefano Di Battista 6 gennaio 2014 / ore 17:44

    Gentile Raffaella,
    ieri sera ho avuto la piacevole sorpresa di ascoltare la sua intervista a Giancarlo Caselli. Dico sorpresa perché, in questi giorni di vuoto pneumatico, dove se va bene c’è la replica della replica, ascoltare Radio 24 è da masochisti. Non è la prima volta che mi complimento per la sua professionalità, ma vorrei rimarcarla perché, negli ultimi tempi, sono sempre più infastidito da quei conduttori che, a ogni costo, vogliono mettere in luce il loro punto di vista. La sua neutralità invece, è quella marcia in più che rende così importanti i suoi servizi. Nell’augurarle un buon 2014, la saluto cordialmente.