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Abu Omar, prosciolti 007 per segreto di Stato

Tutti prosciolti, per segreto di Stato. La Cassazione annulla le condanne e scrive la parola fine al processo agli ex vertici del Sismi, per il sequestro dell’ex imam di Milano Abu Omar. Quell’ “azione penale – spiega la Suprema Corte – non poteva essere proseguita per l’esistenza, appunto, del segreto”. Prosciolto dunque l’ex numero uno del servizio segreto militare Nicolò Pollari, prosciolto il suo braccio destro Marco Mancini e prosciolti altri 007,  in appello condannati – rispettivamente a 10, 9 e 6 anni – per quell’operazione del 2003 di “extraordinary rendition” eseguita insieme alla Cia. L’ex imam di viale Jenner – già sotto controllo in un’inchiesta contro il terrorismo islamico – fu prelevato da Milano, portato in Egitto e lì anche torturato. La sentenza della Cassazione segue le indicazioni della Consulta che a gennaio – nel braccio di ferro sul segreto di Stato tra Palazzo Chigi e Procura di Milano – aveva accolto i ricorsi degli ultimi Governi e aveva stabilito che sì, sulla storia Abu Omar – c’è il segreto e quindi non si doveva entrare nel merito della vicenda. Come invece era avvenuto nel processo di secondo grado, finito con le condanne. Così senza neanche disporre un nuovo appello, che sarebbe stato il terzo, la Cassazione cancella i verdetti, proscioglie gli 007 e scrive la parola fine ad una storia, più volte pure motivo di tensione tra Italia e Stati Uniti.

Così parlava della vicenda e del segreto di Stato lo stato generale Nicolò Pollari in ACiascunoIlSuo: la Cia fece tutto da sola.

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