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Concordia, Schettino torna a bordo

Isola del Giglio – Tornerà a bordo. Stavolta perché l’ha chiesto lui e il Tribunale gliel’ ha concesso. Francesco Schettino salirà di nuovo sulla Costa Concordia, abbandonata la notte del naufragio due anni fa. E lo farà per partecipare giovedì al secondo sopralluogo sul relitto. In quest’occasione, i periti esamineranno tra l’altro il generatore diesel di emergenza, che già subito dopo l’urto contro gli scogli del Giglio la notte del 13 gennaio 2012 non funzionò. Un luogo importante, tanto per il processo in corso, quanto per la nuova inchiesta aperta dlala Procura di Grosseto, per violazione dei sigilli. La nave è infatti sotto sequestro. Ma i divieti dell’autorità giudiziaria- anche in quest’ambiente- non sarebbero stati rispettati. E di questo, i pm accusano due dirigenti di Costa Crocirere, il custode giudiziale della Concordia, Franco Porcellacchia, colui che ha seguito tutta l’operaizone di raddrizzamento, e il consulente Camillo Casella. Ma ci sarebbe al vaglio la posizione pure di una terza persona. Gli indagati sarebbero saliti a bordo della nave alla vigilia del primo sopralluogo, il 23 gennaio. “Lo hanno fatto per garantire la sicurezza delle persone”, spiega il difensore di Costa, Marco De Luca.

La Procura vuole vederci chiaro. E vuole farlo pure Schettino, che è già tornato sull’isola. Schettino ora potrà con i suoi stessi occhi osservare la devastazione di quei ponti mangiati dalla ruggine, la distruzione delle cabine sventrate dall’urto e capire cos’è diventata la Concordia, trasformata in una notte da nave delle vacanze a tomba per 32 persone.

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