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Quando Afrodite diventa una Parca

Prima a gocce, poi tutto insieme. Come un veleno. Prima alcuni estratti, poi l’intero libro. Come in ogni vendetta, servita fredda e lenta. Vendetta che è femmina, come le Erinni, che la impersonavano nella mitologia greca. O come la Nemesi, che punta a rimettere a posto le cose.

Vendetta, come quella dell’ex premiere dame di Francia, che fa tremare l’Eliseo. “Devastato” – a detta del suo staff – Francois Hollande aspetta la pubblicazione del libro di Valérie Trierweiler, l’ex compagna lasciata davanti alle prove fotografiche della love story con l’attrice Julye Gayet. Bugiardo viene descritto l’uomo più potente di Francia, come ogni Giasone che illude e poi abbandona Medea; lui che ha negato fino alla fine – come ogni uomo scoperto – il tradimento. “Giurando sulla testa di mio figlio”, racconta Valérie, che ha poi continuato a ricevere da lui nostalgici sms: “mi dice che ha bisogno di me”, racconta.

Anche tutto questo finisce in pasto al mondo intero, come le battute del presidente socialista sui poveri-sdentati. Il potente viene attaccato nei suoi punti deboli, come Medea o Fedra insegnano. Così Valérie dosa il veleno. E mentre dice “Merci per questo momento” – titolo delle memorie – imbraccia le armi, come in una certa tradizione iconografica di Afrodite. Come una sfilza di regine ed eroine, Isotta, Brunilde, Giuditta. E come altre ex premiere dame, a cominciare da Veronica Lario, che svelò per prima i segreti del bunga bunga e delle vergini date in pasto al drago. Così invece non fece Hillary Clinton, che puntò alla rivincita più che alla vendetta. Correndo per quello stesso studio ovale, dove il marito fedrifrago consumò il tradimento.

A ragione, dunque, ora l’Eliseo trema. Perché la donna tradita può diventare Parca. E tagliare la vita.

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