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#Storiacce, la battaglie delle case

La battaglia delle case è il teme delle Storiacce di questa settimana: sabato, 21.30 su Radio24. (E poi da lunedì, il podcast). La battaglia di chi occupa le case vuote a Milano (ma anche a Roma) , la battaglia anche tra vecchi e nuovi abusivi dentro questi palazzoni di edilizia popolare. Da lì, dai pianerottoli con le porte murate e le finestre sventrate, dalle case con la muffa sui muri parte questa puntata. Che termina poi con la segnalazione di un ascoltatore (scrivetemi a rcalandra@radio24.it se volete segnalarci qualcosa). E poi, l’appuntamento fisso, con le Mitiche Storiacce di Giorgio Ieranò, la cui voce state cominciando a riconoscere. Professore di greco all’Università di Trento e autore – per Sonzogno – di vari libri sui miti.

Vi anticipo la sua Mitica Storiaccia, sulla prima casa occupata abusivamente….

La prima casa occupata della storia era registrata al catasto dell’isola di Itaca. Era proprietà di un signore che è riuscito a non abitarci per vent’anni di fila, per colpa di una guerra e di vari imprevisti nel viaggio di ritorno.

Insomma, l’avrete capito stiamo parlando della casa di Ulisse. Un episodio mitologico di occupazione abusiva. Occupazione organizzata e di gruppo: nel palazzo del re di Itaca si insediarono un cospicuo numero di principi, provenienti da varie isolette dei dintorni. Erano tutti aristocratici e benestanti: non avevano neppure l’alibi di una condizione economica disagiata. Ma più si ha e più si vuole, e dunque ecco i Proci che per dieci anni dormono, mangiano e bevono a sbafo in casa di Ulisse, insidiandogli la moglie Penelope. Inutili le intimazioni di sfratto del giovane Telemaco. Dovette rientrare il proprietario in persona, superando i suoi molti inconvenienti di viaggio, ed eseguire lo sfratto a colpi di lancia e di frecce.

“Cani”, grida Ulisse ai Proci che bivaccano nell’atrio della sua reggia “non pensavate che sarei ritornato, perciò mi mangiate la casa e mi corteggiate la sposa, senza temere la punizione degli dei o la vendetta degli uomini”. Così racconta Omero. Aggiungendo che i Proci offrirono un risarcimento per aver salva la vita: venti vacche, e molto bronzo, e oro. Ma fu inutile. Nessuno sopravvisse all’ira di Ulisse. Ecco, volendo l’Odissea la si può leggere anche così: l’avventura di un proprietario che vuole rientrare in possesso del suo immobile. Ma voi, se dovete sfrattare qualcuno, non seguite l’esempio di Ulisse: queste sono mitiche storiacce di tremila anni fa.

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Ultimi commenti

  • Raffaella 15 novembre 2014 / ore 20:57

    Grazie, Le #MiticheStoriacce vogliono essere proprio questo: la prova che nel mito classico c’è l’origine di tutto. Ogni settimana, il racconto della nostra inchiesta si concluderà sempre con un tuffo nel tempo senza tempo del mito. E poi con le segnalazioni degli ascoltatori/lettori su qualsiasi cosa vogliate portare alla nostra attenzione.

  • ziobello 11 novembre 2014 / ore 11:52

    Omero è sempre stato un precursore delle problematiche sociali, brava Raffaella che è riuscita a mettere in relazione una storia così bella con una storiaccia