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Storie di vampiri, demoni e ragazzini.

Lo premetto: sono superstiziosa, a volte (su alcune cose) un pò fifona (mai sul lavoro) e di morte non mi piace proprio parlare. Men che meno di vampiri, satanisti e fantasmi di ogni genere. Vi confesso allora che ho fatto un po’ fatica a preparare l’ultima puntata di Storiacce (qui il podcast, per riascoltare). Si imponeva però un dato: sempre più ragazzi vengono risucchiati dalla fascinazione verso quel mondo. E le conseguenze possono essere non leggere.

Il gestore di un locale che invita dei minorenni a bere il suo sangue; l’impennata di furti di animali, forse per sacrifici; l’aumento di riti, giuramenti. E l’incredibile numero di persone che- passate attraverso maghi e maghetti di ogni genere che proliferano in tutto il Paese e spesso nelle tv commerciali – finiscono poi dentro il buco nero di sette. Anche sataniche. A volte estreme.

Messi insieme questi indizi, tutto questo diventa una prova. E una notizia. Diventa un fenomeno sociale – preoccupante, inquietante, ma proprio per questo interessante, anzi direi obbligatorio per una rubrica, come Storiacce, che vuole raccontare anche tutto quello che non si vede sulla superficie della realtà. Che vorrebbe cercare anche di dare degli strumenti di lettura della realtà. Che vorrebbe- con la forza della parola- cercare un pò anche di migliorarla, questa realtà. E allora, bando alle superstizioni, alle idiosincrasie e pure allo scetticismo verso certe mode, mi sono inoltrata in questo viaggio su “i vampiri che escono dalla tv”.

Per scoprire ad esempio che ci sono quasi sempre degli adulti a manovrare anche la fascinazione di adolescenti verso realtà, oggi più che mai popolari, dopo il successo di serie come Twilight. O scoprire che in Italia ci sono almeno un’ottantina di sette sataniche, di quelle estreme, con tutto il loro codice comportamentale.

E sentire ancora la voce preoccupata e gravida di dolore di Michele Tollis, padre di Fabio, ucciso dieci anni fa dalle Bestie di satana, convinto che quei “delitti si possano ancora ripetere. Anche perché i capi di quel gruppo non sono stati mai trovati”.

Quando racconti tutto questo, poi ti chiedi cosa porta a questo punto. E’ davvero solo certa musica e solo il successo di certe pellicole ad avvicinare squadre di ragazzini verse serate a base di droghe, spesso sesso di gruppo, sempre rituali e sacrifici? E i genitori cosa possono fare? Michele Tollis, che il figlio l’ha perso e che solo ora ripensa a tutte le ore che passava chiuso in camera o ad ascoltare heavy metal o che solo ora passa in rassegna le sue frequentazioni, ha un messaggio e un consiglio anche per le mamme e i papà di oggi. Ci sono dei fenomeni che avvengono- a volte in silenzio- dentro la società, ma che proprio per questo noi vogliamo raccontare. Anche per aiutarvi a capire.

Meno male però che alla fine arrivano sempre le #MiticheStoriacce, a riportarci nel tempo senza dimensione del mito: a raccontarci che quel che succede oggi, in realtà era già successo al tempo degli dei e degli eroi.

Quindi la vostra segnalazione, come sempre, a chiusura delle Storiacce: siamo tornati a parlare di storie incredibili dalle alluvioni, con una segnalazione ricevuta da Soave, Verona. Scriveteci anche voi! Segnalateci la vostra Storiaccia e la leggeremo in onda.

ps. Racconto autobiografico: vengo dalla terra delle streghe, come sapete, il Sannio. E da piccola, ricordo ancora a scuola i racconti- soprattutto di alcune compagne di classe- sulle cosiddette “ianare”, la versione più antica della strega, che fa trovare le criniere dei cavalli intrecciati e scuote le notti d’autunno. Mi affascinavano, ma mi spaventavano pure. Ero però molto curiosa e quindi ogni volta, decidevo di accantonare la paura e restare lì, a sentire, questi racconti pieni di particolari horror. E oggi sono felice, di non aver mai dato la possibilità alla paura di prevalere.

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