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#Je Suis Charlie e il bisogno di ritrovarsi comunità

Succede soprattutto nei momenti di dolore. Di emozione. E di paura. Succede soprattutto quando il mondo di fuori irrompe in modo brutale nella nostra quotidianità. E nessuno più riesce a stare seduto sul proprio divano, a guardare al massimo uno schermo. Succede soprattutto allora che ci si ritrova e riscopre comunità. Col bisogno di uscire dalle proprie case, dove spesso anche il vicino è uno sconosciuto. Come a New York, dopo l’attentato alle Torri Gemelle. Come a Parigi, dopo la strage di Charlie Hebdo. L’11 settembre 2001 i newyorchesi si ritrovarono autoconvocati a camminare sul ponte di Brooklyn. La sera di mercoledì 7 gennaio, i parigini si sono ritrovati in Place de la République. Con le matite, le candele e due scritte: Not Afraid. E Je Suis Charlie. Ripetuta migliaia e migliaia di volte domenica per le strade della capitale, portata da uomini e donne, vecchi e bambini di tutto il Paese e di mezz’Europa.

E’ l’Europa che si riscopre comunità. Un popolo unico, al di là dei localismi, delle divisioni politiche, delle ostilità storiche. Al di là dei diversi punti di vista economici e delle tensioni diplomatiche. Al di là di tutto, è quel bisogno sotterraneo che ti fa uscire di casa e ti fa parlare con gli sconosciuti a far ritrovare il bisogno di sentirsi uniti. La libertà è valore troppo forte, troppo radicato nei nostri Paesi, nelle vite e nelle famiglie di ciascuna parte di questo vecchio continente, per non diventare un pungolo per chiunque. Verso la piazza. Perché ci sono momenti che non si possono vivere nel chiuso della propria cerchia, condivisi al massimo con i familiari. Ci sono momenti in cui la famiglia diventa la piazza affollata, i visi sconosciuti, i corpi che ti schiacciano nella grande marcia.

Ho imparato soprattutto a Bologna questo senso di comunità, nei racconti sulle tragedie del passato. dalla strage della stazione in poi, nelle manifestazioni di un presente molto più vicino. Lì la comunità non si è mai persa, ma se qualcosa di positivo si può ricavare anche dagli orrori di Parigi e da questa nuova ondata di terrore è proprio questo ritrovato senso di unione. Rassemblement di una comunità chiamata Europa.

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