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Il calendario dei “pericoli allontanati”: un anno col Ros

Dei Ros, il più delle volte conosciamo solo gli occhi. Che sbucano da passamontagna neri, calati sul volto al momento delle catture di boss o terroristi. Lavorano nell’ombra, ma ci “accompagnano” ogni giorno, nel tener lontane sia le mire eversive di aspiranti jihadisti che quelle affaristiche dei clan d’ogni genere. Capita così che pure un calendario possa aiutarci a ricordare i pericoli sventati. Il calendario del Ros di Milano: ogni mese, un’operazione e un titolo di giornale per ricordarla.

“I versetti del kamikaze poco prima dell’attentato”, scriveva ad esempio il Corriere della Sera, per raccontare la casa di Mohamed Game, il covo dove era stata preparata la bomba per l’attentato alla caserma Perrucchetti. Lo abbiamo ricordato, in queste settimane di rinnovato allarme dopo gli attentati di Parigi, anche in Storiacce. “Avevo visitato la casa dell’attentatore, era la casa di chi aveva fatto tutto da solo e questi ora rappresentano la principale minaccia”, ha commentato il procuratore di Torino, Armando Spataro, che all’epoca- da coordinatore del dipartimento antiterrorismo di Milano, aveva coordinato quell’inchiesta.

Come ora i Ros hanno accompagnato fuori dall’Italia i personaggi sospetti, secondo le indicazioni del Viminale: 2 anche dal milanese. L’allerta foreign fighters entrerà nel calendario 2016, un’innovazione mutuata sotto al Duomo da Reggio Calabria insieme all’arrivo di chi, come Giuseppe Lumia, ne era l’animatore nel feudo della ‘ndrangheta.

E la ‘ndrangheta è protagonista dell’attività del Ros anche in Lombardia. E il calendario lo racconta. Mese per mese. Operazione per operazione. Dalla scoperta del mattatoio in Brianza, alla cattura del boss Domenico Cutrì, fino- soprattutto – ai video con l’affiliazione dei boss, che hanno fatto il giro del mondo. “Rinnego tutto fino alla settima generazione”: per la prima volta la formula recitata al momento dell’ingresso, o poi nei passaggi di “dote”, ossia gerarchia, ora venivano ascoltati direttamente dalla voce di chi li recitava. Tutto- aghi, sangue, pillole, ma anche santini e i riferimenti a “Garibaldi, Mazzini e Lamarmora” – ora sono stati visti dal vivo. E tutto il cerimoniale è proprio come era stato raccontato dai pochi pentiti.

Vedere tutto insieme, pagina dopo pagina, tutto quello che è stato scoperto nel passato conferma ancora di più l’urgenza dell’allarme lanciato anche nelle ultime inaugurazioni dell’anno giudiziario: “La ndrangheta ha occupato il Nord”, è il monito del presidente della Corte d’Appello di Milano, Giovanni Canzio.

Girare ad ogni mese la pagina di questo calendario ci ricorda però anche tutto il cammino fatto fin qui. E i pericoli sventati. E ci ricorda pure che nell’ombra, da qualche parte, ci sono gli occhi degli agenti del Ros che lavorano per tenerceli lontani.

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