Radio24 | Il Sole 24 ORE

Emilia, feudo di ndrangheta. Anche qui si ride per il terremoto

Ci sono i grandi appalti, quelli del post-terremoto che fanno ridere gli imprenditori; ci sono gli scambi di voti e favori con amministratori di Forza Italia. Ci sono le talpe, anche tra le divise. E le pressioni su un giudice di Cassazione. Ma ci sono pure i giornalisti che si mettono a disposizione per interviste; quelli che fanno da tramite col Vaticano, per un trasferimento di carcere. E quelli, come una cronista del Resto del Carlino, minacciati invano.

Benvenuti ancora una volta nei feudi di ndrangheta, benvenuti stavolta anche in Emilia, dove il clan Grandi Aracri spadroneggia da almeno 30 anni, ma ora – per dirla con gli inquirenti – “si è fatto imprenditore”. “La spazzatura lo decidiamo noi chi la deve prendere”, sentenziano al telefono i boss. E questo vale per i rifiuti di Cutro, nel crotonese, come per le macerie del sisma nel modenese: appalti ottenuti grazie al responsabile dei lavori pubblici di Finale Emilia e a imprenditori come il padre del calciatore Iaquinta o Bianchini, la cui società era stata esclusa dalle white list. Tanto che al procuratore di Bologna tocca dire “che si doveva fare di più”.

“E’ caduto un capannone a Mirandola”, ” Eh, allora lavoriamo la’…”‘Ah si’, cominciamo, facciamo il giro…'”, si dicono – tra le risate – due indagati. Si ride al pensiero dei guadagni sulle disgrazie altrui, qui come all’Aquila.

E’ a “Reggio Emilia -scrive il gip- l’epicentro” di quest’ associazione autonoma nell’intimidire, ma che come ogni provincia di ndrangheta riceve ordini dalla Calabria. Il più delle volte, si definiscono a cena. Come quella a cui partecipò Pagliani,consigliere reggiano di Forza Italia, in cui si sancì “l’accordo tra politica e cosche”. Indagati anche il sindaco di Mantova e l’ex presidente del consiglio comunale di Parma. Ed è stato sentito come teste anche l’attuale sottosegretario Delrio. Sono almeno 4 le elezioni emiliane che la ndrangheta ha provato ad inquinare. Proprio come fa nella punta dello Stivale, da cui riesce comunque a raggiungere la Cassazione e il Vaticano.

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.