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Schiavone e i rifiuti ancora nascosti: il mio incontro con l’ex boss

“Quanti ce ne stanno ancora…” Parlava e rideva. E quella risata amara io la ricordo ancora. E la ricordo ancora di più ora che Carmine Schiavone è morto. Un infarto ha zittito a 72 anni il primo e più importante pentito dei casalesi.

Provai un brivido quando Carmine Schiavone mi raccontò che “ancora decine erano i posti da scavare in Campania, con rifiuti tossici interrati”. Che ci sono centinaia di case costruite su montagne di veleni. E che non si cerca, solo perché “altrimenti ci sarebbe la rivoluzione”. Provai un brivido lungo tutta l’intervista con Schiavone, il primo a svelare lo scempio della Terra dei Fuochi.

Ascoltavo, registravo, prendevo appunti, ma ogni tanto- ve lo confesso- durante tutta la lunga conversazione, mi ricordavo che stava parlando della mia regione, della terra dove abitano molte persone a me care e provai come un senso di angoscia. Quanti veleni ci sono ancora nascosti sulle strade che migliaia di persone ogni giorno attraversano; quanti rifiuti tossici sono interrati sotto terreni dove si sono innalzati palazzi. Per non parlare di quelli coltivati.

Molti fusti pieni di scorie sono stati ritrovati proprio laddove lui aveva indicato, nei laghetti artificiali ad esempio intorno a Castel Volturno. “Furono dragati e trovammo tutto”, ricorda Federico Cafiero de Raho, oggi procuratore capo di Reggio Calabria, ma per anni il primo magistrato a Napoli ad indagare sui casalesi. Quello che ora ricorda come “prima di Schiavone neppure si conosceva la dimensione del clan”. Però Schiavone ha parlato anche di tutti rifiuti abbandonati sotto le strade che attraversano il napoletano e il casertano: “e non si può mica scavare per km e km”, obietta Cafiero. E quanto altro giace ancora laggiù, sottoterra, mentre la gente muore. A decine. I bambini nascono con gravi tumori, le donne abortiscono. “Ci sono cassette foderate di piombo, arrivate anche dalla Germania dell’Est”, svelò a Storiacce di Radio24 Schiavone. E tutto questo non è stato ancora trovato. “Ne riparleremo”, mi disse quando insistevo con le domande su questo punto e sulle discariche ancora sconosciute.

Ma anche le terribili responsabilità – oltre che della politica, delle istituzioni e dell’imprenditoria- ci sono anche le terribili responsabilità della gente del posto ad essere denunciate nel racconto spietato di quest’ ultimo “dinosauro della camorra”, come Schiavone amava definirsi. Le responsabilità dei tantissimi che “ora gridano di intervenire, perché la gente sta morendo, ma prima facevano a gara- racconta- per vendersi i terreni e avere i soldi, per avere la nostra protezione. Già dal ’93- ripete più volte Schiavone a Radio24 – tutti sapevano”. Il clamore dlela Terra dei Fuochi è stato sollevato solo molti anni dopo.

Gli abitanti del casertano hanno delle pesantissime responsabilità nell’avvelenamento della terra che coltivano: perché per anni sono stati silenziosi complici di traffici che avvenivano sotto lo sguardo di tutti, quando non conniventi. per avere quattro soldi e arricchire invece la camorra. Ora invece che i bambini nascono con malformazioni e i tumori si portano via decine di persone hanno paura e chiedono a gran voce bonifiche.

Spero solo che davvero Schiavone, prima di morire, l’abbia tracciata per intero questa mappa dei veleni. E che la sua collaborazione possa spingere altri a parlare, come Michele Zagaria: “lui- disse ancora Schiavone – potrebbe davvero arrivare laddove io mi sono fermato”. Ripenso all’intervista con Schiavone e un brivido mi attraversa.

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Ultimi commenti

  • Xxxx 23 febbraio 2015 / ore 11:35

    La chiesa Gnostica di Carlesi e Brunelli è oltre che satanista complice in omicidi e complice di atti di alto tradimento della Repubblica Italiaba in collusione con Agenti Deviati nostrani ed intelligence e militari paramilitari anglosassoni. Coinvolta la Blue Coat Systems ed NSA e soggetti di busto garolfo tangenziali al culto ma immersi in complotto