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Ruby, di nuovo tutti in attesa della Cassazione

Ancora una volta, tutti rivolti al Palazzaccio. Ora che un altro processo a Silvio Berlusconi arriva in Cassazione. Ancora una volta, tutti ad aspettare un verdetto che potrebbe avere riflessi sulla vita politica, ma sembra un’altra Italia rispetto a quella che attendeva nel caldo estivo la sentenza definitiva del processo Mediaset. Era l’agosto 2013 e al Governo c’era Enrico Letta.

Un anno e mezzo dopo,  il leader di Forza Italia ha appena finito di scontare ai servizi sociali la pena appunto per  la per frode fiscale Mediaset. E oggi inizia per lui la lunga giornata di attesa per il verdetto Ruby. Due gli scenari: la Suprema Corte potrà o confermare definitivamente l’assoluzione per l’ex premier, accusato per concussione e prostituzione minorile, o rinviare il caso  – per intero o in parte a Milano – per un nuovo appello.

Si riparte dalle 60 pagine del ricorso contro quella sentenza che nel luglio 2014 cancellò la prima condanna a 7 anni. Si riparte da qui – dunque – e dalle motivazioni d’appello, con cui i giudici confermarono sì l’esistenza di un “sistema prostitutivo ad Arcore”, ma assolsero il padrone di casa perché “non poteva sapere della minore età di Ruby”, frequentatrice del bunga bunga, e perché non commise alcune costrizione, chiamando in Questura la notte del fermo della marocchina, ormai 5 anni fa. La partita si gioca quasi tutta su questo reato, la concussione: il più grave, il più difficile e quello più sottoposto a modifiche e correzioni negli ultimi anni-

Se per caso la Corte – presieduta da Nicola Milo, storica toga di Md, giudice tra gli altri del processo Why Not, o Andreotti e Mennino – ordinasse un nuovo dibattimento, per Berlusconi le cose si complicherebbero.

Ad incombere sul futuro giudiziario dell’ex premier, è soprattutto la vicina chiusura dell’inchiesta Ruby ter, sulla corruzione dei testimoni, ospiti delle notti di Arcore. Per questo, non ci saranno in aula gli storici difensori, Niccolò Ghedini e Piero Longo, entrambi indagati come Berlusconi, ma a parlare  dopo il sostituto procuratore generale, Eduardo Scardacciano, saranno per la difesa prima Franco Coppi, poi Filippo Dinacci.
Il processo è il quarto della giornata, la sentenza è attesa in serata (o al massimo domano). E la politica ancora una volta guarda al Palazzaccio.

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