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Ruby, la Cassazione conferma l’assoluzione per Berlusconi

Ancora solo per qualche minuto, ma è stato fino alla fine #RubyTuesday, per dirla con l’hastag usato dalla stampa internazionale per raccontare il giorno del verdetto per il processo sulle notti di Arcore.

Alla fine, infatti, la sentenza che libera Silvio Berlusconi dal Rubygate arriva qualche minuto prima di mezzanotte. E dopo quasi dieci ore di Camera di Consiglio. La Cassazione conferma l’assoluzione per il leader di Forza Italia nel processo sulle feste di Arcore. E fa cadere definitivamente le accuse di concussione e prostituzione minorile.
Non ci sarà dunque un nuovo appello, come richiesto dalla procura generale. Il caso termina qui, dopo 5 anni e opposti verdetti. Al centro della decisione – complessa e sofferta, a giudicare dalla durata della camera di Consiglio — soprattutto la valutazione della telefonata che l’allora presidente del Consiglio fece in Questura, per chiedere l’affido di Ruby, diciassetenne marocchina fermata dopo un furto – alla consigliera regionale Nicole Minetti. Per la VI Sezione Penale, presieduta da Nicola Milo, massimo esperto della concussione ridisegnata dalla legge Severino, non ci fu dunque quella “inammissibile violenza”, di cui parla nella requisitoria il Procuratore generale Eduardo Scardaccione, che aveva chiesto molte ore prima di annullare l’assoluzione di secondo grado. Al massimo, quella notte di maggio di cinque anni fa ci fu da parte del capogabinetto Piro Ostuni – un “timore reverenziale” verso l’interlocutore. Questo è il cuore della sentenza, che tutta la politica aspettava. Quanto alla prostituzione minorile, la Suprema Corte avalla la lettura della difesa dell’ex Cavaliere: “non smentiamo che ad Arcore avvenisse sesso a pagamento – ammette Franco Coppi – ma non ci sono le prove che Berlusconi sapesse della minore età di Ruby”.
La finta nipote di Mubarak, come fu presentata ai poliziotti “in un modo, a detta del pg, degno della comicità di Mel Brooks”.
Ma questa ora è solo cornice. Ora è la Cassazione a dire che per quello scandalo che fece il giro del mondo Berlusconi è innocente. Sentenza destinata a fare giurisprudenza e a lasciare tracce nella vita politica.
Ps. E un po’ anche sul viso dei cronisti di giudiziaria, che dopo una giornata di lavoro così, cominciata nelle prime ore del mattino, finita quando ormai la data si era cambiata sul calendario, avranno inevitabilmente una ruga in più.

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