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Ruby, Chiesa contro Berlusconi: la morale è altro dalla legge

L’assoluzione definitiva del caso Ruby ricompone in parte le fratture dentro Forza Italia, ma non cancella le critiche dei vescovi per il dato “morale” emerso dalle notti di Arcore. Tutto questo mentre il verdetto della Cassazione diventa l’ultimo motivo di scontro tra politica e magistratura.

“E’ assolutamente fuori luogo evocare la responsabilità civile dei magistrati”. Il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, replica a quanti invocano un risarcimento dalle toghe che hanno indagato sul bunga-bunga. Ma in queste ore è soprattutto un altro risarcimento, quello a cui ambisce Berlusconi, che per ricomporre il partito e forse pure il patto del Nazareno ha pure rivisto Denis Verdini. Ora Berlusconi punta a riavere la candidabilità ancora negata- per la condanna Mediaset- dalla legge Severino, sotto esame alla Consulta e pendente alla Corte di Strasburgo. Gli sviluppi giudiziari non significano però “approvazione morale”, attacca Avvenire. “la legge arriva fino ad un certo punto, il dato morale è altro”, rincara il segretario Cei, monsignor Galantino. E su quanto è avvenuto dopo le feste di Arcore ancora si indaga, perché “una gran mole di elementi” è stata raccolta – dopo le perquisizione- scrivono i pm milanesi, convinti che l’ex cavaliere abbia comprato il silenzio dei testimoni. E per questo chiedono una proroga delle indagini.

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