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Tunisia, 007: “saldature tra Isis e gruppi locali”

La nostra intelligence lo ha segnalato nell’ultima relazione : “nel nord Africa, il Califfato ha avviato una politica di alleanze con vari gruppi terroristici”. Saldature, avvenute anche in Tunisia, con la cellula locale di Ansar Al Sharia. Obiettivo, rilanciare la jihad.

E’ all’interno di questo quadro, che potrebbe essere maturato l’attentato al museo del Bardo, che ha fatto 19 vittime compresi alcuni italiani. Di sicuro, negli ultimi anni, proprio dalla Tunisia è partito per le trincee della Siria il maggior numero di combattenti al fianco dell’Isis. E più di nove mila si calcola siano stati fermati al confine. Cifre che rivelano come anche in uno dei Paesi più moderati dell’area abbia in realtà fatto presa l’appello all’ unità – e alle azioni terroristiche più disparate – sottoscritto da Al Qaeda nel Maghreb e nella Penisola Arabica: “hanno offerto allo Stato islamico- scrivono gli 007- una sorta di patto di alleanza contro i Paesi sostenitori dell’ intervento in Siria e Iraq”. Situazione che rappresenta un “moltiplicatore del rischio”, denuncia l’intelligence, anche per l’Italia, dove “Isis e Al Qaeda – avverte il presidente del parlamento libico- possono arrivare dalla Libia”.

Così l’allerta da mesi è massima e dall’inizio dell’anno sono state già 33 le espulsioni di stranieri sospetti: l’ultimo, un trentenne pakistano che viveva a Brescia

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