Radio24 | Il Sole 24 ORE

Strage al Tribunale, il bisogno di più responsabilità. E distanza

 

strage tribunale

La distanza, a volte, migliora la prospettiva. A volte, viste da più lontano, le notizie appaiono ancor di più nella loro dimensione. E enorme è quanto è successo quasi una settimana fa al Tribunale di Milano.

Ne ho una percezione ancor maggiore ora che sono bloccata da qualche giorno a casa (non stavo bene da qualche giorno, ma gli spari nel Palazzo di Giustizia mi hanno necessariamente riportato sul campo: pensavo che ignorare i segni del malessere mi facessero guarire e invece dopo due giorni di intenso lavoro, ho dovuto capitolare). Quegli spari dentro un’aula del Palazzo di Giustizia, uno dei più importanti e noti d’Italia, sono stati l’ennesima profanazione di uno dei cardini del nostro vivere. Quei tre morti, il rombo di quella beretta laddove la Giustizia si amministra nel nome del popolo italiano, sono stati l’ennesima prova della fragilità e della vulnerabilità di questo nostro vivere comune.

Giustamente, il cardinale Angelo Scola, nei funerali di Stato per il giudice Ferdinando Ciampi e l’avvocato Lorenzo Appiani, ha sollecitato a tutti “una maggiore responsabilità di educazione civica”. E’ la facilità con cui tutto è successo che fa ancora più paura. Guardandola a distanza, lontano da quei corridoi che ogni giorno vibrano di tensione, di vita, di dolore, di energia. E’ la facilità con cui tutto si potrebbe pure ripetere, come aveva ammesso con Storiacce Filippo Lamanna, a lungo presidente del Tribunale Fallimentare di Milano- dove lavorava il giudice Ciampi- e ora alla guida del Tribunale di Novara. Si può ripetere, per le tensioni “all’ordine del giorno” che si registrano in certi corridoi, come quelli dei fallimenti; o quelli delle separazioni. Per via della poca sicurezza, della cronica mancanza di mezzi della giustizia, per il clima- ostile- che avvolge questo potere dello Stato. E i suoi servitori, ricordati nelle solenni esequie in Duomo. Nell’ultima puntata di Storiacce- sabato 21.30- abbiamo provato ad andare “dietro la strage al Tribunale”,( qui il podcast per riascoltare la puntata) a mettere in fila i fatti, denunciare le carenze, raccogliere le testimonianze, rispondere alle domande. Abbiamo provato a spiegare. Ma ora a distanza, tutto sembra ancora più grande di quello che appariva, stando dentro la notizia. E dentro a quei luoghi.

La distanza, a volte, aumenta le dimensioni delle cose. O forse ridà loro le giuste dimensioni. Enormi, sconvolgenti, stavolta.

Per il Palazzo, per quegli austeri marmi del Piacentini, questa strage è stata più di una ferita, è stata una profanazione.

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.