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25 Aprile, Mattarella: democrazia è lotta alla corruzione

25APRILE
70 anni dopo, il 25 aprile è memoria della Resistenza, “fondamento del nostro Paese”- per dirla col capo dello Stato – ed è monito per le sfide di oggi.
70 anni dopo, l’anniversario della Liberazione è giorno di celebrazioni in tutta Italia, ma anche di qualche momento di tensione a Milano, città guida della lotta al nazifascismo.
“Unità nazionale e democrazia sono beni tanto preziosi, quanto deperibili”, avverte il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che dal teatro Piccolo, all ‘epoca caserma della famigerata legione Muti e luogo di torture per centinaia di combattenti – invita le forze politiche a trovare convergenze per il bene comune di oggi, a cominciare dal lavoro.
“Per noi democrazia oggi vuol dire anche battaglia per la legalità. Vuol dire lotta severa contro la corruzione. Vuol dire contrasto aperto contro le mafie. La festa della liberazione è un incitamento a tenere la schiena dritta”.
Invocata nei discorsi, la memoria condivisa non è ancora festa comune nelle piazze, così il giorno della Liberazione diventa occasione di contestazioni prima alla brigata ebraica, poi al Pd, che la scortava. “Fuori i sionisti dal corteo, assassini” urlano  gruppi dei centri sociali, ma le forze dell’ordine evitano che i tafferugli degenerino in scontri.
Fischi e insulti accompagnano poi gli striscioni del Partito democratico e per qualche minuto coprono i canti della Resistenza che hanno unito invece tutte le generazioni e tutte le celebrazioni sparse per l’Italia, liberata il 25 aprile di 70 anni fa.

 

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