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Farmaci rubati, “nuovo affare delle mafie”. Denunce sui sedativi usati nei centri estetici

 

Farmaci antitumorali, rubati dagli ospedali e mandati sui mercati neri all’estero. Medicinali comuni, sottratti a farmacie ospedaliere e rivendute in negozi compiacenti. “I furti dei farmaci sono il nuovo business delle mafie”, denunciano gli investigatori a Storiacce, nella puntata di sabato 25 aprile 21.30. (qui il podcast, per riascoltarla). Con non pochi rischi per la salute di chi li usa, perché non vengono conservati in modo appropriato.

Immaginate di entrare in una farmacia. Di chiedere un’aspirina o qualcosa per la febbre. Immaginate di scoprire poi che quello era un farmaco rubato. Pensateci un attimo: che effetto vi fa? Non vi trasmette insicurezza e anche incredulità? Eppure è successo, a Napoli. In centro, dove sono state trovate decine di confezioni di medicinali molto comuni, non registrati. E il titolare non ha potuto far altro che “ammette, confessare” quanto la Guardia di Finanza aveva scoperto. E cercare di giustificarsi, “con la crisi, le difficoltà economiche, ecc”, racconta il capitano delle Fiamme Gialle Luigi Mennella.

E ancora che effetto vi fa immaginare di trovarvi davanti un intero magazzino di farmaci antitumorali. Costosissimi, ma accatastati, senza cura. Anche se andrebbero tenuti a una temperatura precisa e lontani da fonti radio elettriche, pena la riduzione della loro efficacia. Immaginate di scoprire che sono stati rubati dagli ospedali italiani – e quindi pagati dal Servizio Sanitario italiano – e poi spediti attraverso traffici vari all’estero. Quanto vi fa arrabbiare? E poi ancora ci sono quei farmaci, sottratti sempre da strutture pubbliche, e usati in centri dentistici, ma soprattutto in centri di chirurgia estetica, anche se sarebbero solo per strutture ospedaliere. E in Storiacce c’è una voce – interna al mondo della sanità – che ci racconta tutto questo, anche se non vuole venire allo scoperto, perché teme ripercussioni per sé. Dopo aver già ricevuto minacce. 

Ci sono rischi per la salute dei pazienti? Se l’Aifa ha imposto delle limitazioni sarà per precauzione, per maggiore sicurezza, no? “C’è un buco normativo e confusione e in questa si insinuano anche consuetudini non sempre ottime”, ammettono dall’Associazione degli anestesisti.

Negli ultimi tempi, storie e numeri hanno sempre più confermato i sospetti degli investigatori: il traffico dei farmaci sta diventando tra i principali business delle mafie, più della droga. Più redditizio e meno costoso. E poi c’è ancora il fronte dei medicinali- acquistati online – e spesso risultati contraffatti. “Soprattutto per problemi sessuali maschili o dimagranti”, racconta il capitano Paolo Belgi, dei Nas di Milano, che ha davanti a sé tutto quello che è stato trovato e sequestrato allo scalo di Malpensa, la porta di accesso il più delle volte di questi prodotti.

Lavorare per questa puntata di Storiacce è stato particolarmente complesso. Mi ha fatto non poca impressione ricostruire tutto questo e pensare che si specula anche sulla salute della gente. Perché come si dice, “la salute è la prima cosa”, no?, secondo il vecchio adagio. Ascoltate il podcast di Storiacce (in onda il sabato 21.30 e domenica dopo il gr di mezzanotte) e fatemi sapere che ne pensate.

Ps. Se è possibile, ora che scrivo questo post, tutto è diventato ancora più difficile. Leggo infatti nelle agenzie di stampa che il padre di un farmacista – coinvolto in una delle varie inchieste sui furti di farmaci – si è tolto la vita a Genova. E con un biglietto accusa la “magistratura miope che a volte uccide”. E quando qualcuno si uccide, quando un’indagine, un arresto provoca così tanto dolore da indurre qualcuno a farla finita, è sempre tutto drammaticamente complesso e opaco. E scelte così drammatica meritano innanzitutto rispetto.

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