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La strategia dell’Isis: assalto ai turisti

Lo avevano annunciato dopo la strage del museo del Bardo. Lo hanno proclamato sul web con scritti di propaganda: “questa è solo la prima goccia”.
Punta sempre di più contro i turisti la strategia dell’Isis, che ora insanguina le spiagge tunisine, dopo aver fatto esplodere autobus e mercati egiziani. Proprio come dieci anni fa altre sigle del terrore – allora riconducibili alla galassia di Al Qaeda – avevano sconvolto le vacanze di Sharm El Sheik, in Egitto, una delle mete più ambite dagli europei; o di Taba e Luxor. E’ rivolto soprattutto ai cosiddetti “lupi solitari” la chiamata alle armi del Califfato: è alle cellule spontanee del terrore che si chiede – come è scritto in materiale sequestrato dagli investigatori – di “sgozzare sulla spiaggia gli stranieri e affogarli in mare”. Di colpire dunque proprio i turisti, tornati nei resort egiziani e tunisini, dopo anni di crollo delle presenze proprio per timori sulla sicurezza.
Da qui l’attacco al museo del Bardo a marzo, in cui morirono anche quattro italiani; e ora l’assalto alle spiagge, e ancora una volta ai visitatori della Tunisia, il Paese col più alto numero di foreign fighters rientrati dopo aver combattuto in Siria. Ma anche il secondo paese – extra europeo – scelto dagli italiani per le vacanze.
E tutto questo è perfettamente chiaro nelle falangi del Califfato.

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