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Le macerie di Srebrenica, nel cuore dell’Europa

srebrenica

 

Ci sono luoghi, che trasudano il dolore della storia, anche quando semplicemente sorridono. Come ci sono visi, che raccontano il loro passato, anche quando restano con la bocca chiusa.

E’ nelle rughe di Kada Hotic, che ho visto l’abisso di Srebrenica. E’ nello sguardo di questa ottantenne, che ho incrociato l’abisso del peggior massacro compiuto in Europa, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Proprio come nelle strade – apparentemente allegre – di Sarajevo ho sentito il brivido del suo assedio, lo sfinimento della guerra, l’orrore della morte. La desolazione delle macerie.

Macerie, le stesse che emergevano dai ricordi di questa madre di Srebrenica, nonostante i colori sgargianti della sua mantella di lana. Le macerie che ti restano dentro, quando perdi un figlio, inghiottito dal genocidio che nel luglio di 20 anni fa fu commesso in questa zona della Bosnia Herzegovina, che era “area demilitarizzata” dell’Onu.

 

kada hotic

“L’ultima volta, ho visto il suo profilo nella confusione di migliaia di persone che furono prelevate davanti alla base di Potocari. Lo chiamai – racconta – lui si girò, gli dissi solo: buona fortuna”. Lui è stato identificato grazie al ritrovamento delle gambe. Ha parlato a lungo e instancabilmente, Kada Hotic, ripercorrendo gli orrori di quei giorni e di quei mesi di guerra di due decenni fa. E nessun dettaglio si era appannato, tutto era come se fosse appena successo. E tutto rinnovava quella stessa sensazione di drammatica incredulità, anche all’orecchio di giornalisti che conoscevano Srebrenica. Davvero è successo questo? Qui, nel cuore di Europa, solo vent’anni fa? Davvero tutto questo orrore è successo sotto gli occhi delle Nazioni Unite e della Nato?

Srebrenica è questo: un budello di 4 km e che diventato il buco nero della coscienza europea.

 

ponte

Ps. Nonostante i quasi 40 gradi di questi giorni, il brivido di Srebrenica ha attraversato ieri anche il Castello sforzesco di Milano, durante il monologo di Roberta Biagiarelli.  Com’è potuto succedere? Eppure è successo. Qui, nel cuore dell’Europa. E solo vent’anni fa.

pps. Nell’archivio di Storiacce, la puntata su Srebrenica. E sul sito Radio24 anche i miei reportage da Sarajevo

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Ultimi commenti

  • fabio 22 luglio 2015 / ore 15:52

    E’ un bene richiamare questi fatti per non dimenticare, e figure come questa signora. Tuttavia bisogna sentire per completezza di informazione anche dei serbi,
    anche loro hanno avuto numerose vittime in altre situazioni parallele. Sennò sembra che sia stata una guerra a senso unico mentre si è scatenata una guerra
    di tutte le parti contro tutte col benestare delle potenze occidentali che si sono spartite la Jugoslavia. Non parlerei di genocidio perché questi musulmani
    non sono un altro popolo, ma serbo-croati convertiti all’islam durante l’impero ottomano. Oggi anche qui si è insediato un islam fanatico sostenuto dalle potenze arabe dove un tempo c’era un islam tollerante balcanico. Grazie, Fabio- Verona
    Fabio – Verona