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Io, vittima di stalking (per fortuna telefonico)

Ora ce l’ho anch’io, purtroppo. E non mi piace per niente. Non mi piacer per niente avere uno stalker.

Mi manda messaggi ripetutamente, a volte anche cinque, sei a distanza di pochi minuti. A volte sono anche vuoti. Solo per mandare un segnale. A volte, mi scrive l’orario. Per fare la cronologia di tutte le volte in cui mi cerca?Oscilla dai messaggi quasi gentili- di saluto, mai ricambiato; di pensieri, mai condivisi; a quelli vagamente minacciosi. Mi scrive quello che immagina io stessi facendo. E a volte, ci prende.

Poi ha cominciato a chiamare. O meglio, l’ha fatto una volta- da un numero privato. Ha capito che non rispondo e ha poi proseguito facendo degli squilli. Una, due, tre volte al giorno. A volte anche a sera inoltrata.

Ho scoperto concretamente – così- cosa significhi l’intromissione, che si prova con una la violazione anche solo telefonica da parte di chi ha deciso di volerti tormentare. E posso solo immaginare, cosa si provi a ritrovarsi qualcuno sotto casa, ad aver paura di incontrarlo. A non sentirsi più libera, come mi hanno raccontato le donne che per lavoro ho incrociato, vittime di stalking ben più pericolosi e seri del mio. E non voglio neanche ripensare a tutte le storie, l’ultima quella di Giordana, che aveva 20 anni, di denunce finite in nulla e di delitti consumati prima che la Giustizia arrivasse a qualcosa.

Quanto a me, quando apro i messaggi, ora non posso nascondere un po’ di ansia. E fastidio. Chissà quante volte storie così si ripetano. E’ capitato anche a voi?

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