Radio24 | Il Sole 24 ORE

Colonia, qui scoprii la libertà delle donne

colonia

Ho vissuto sei mesi in Germania, tra Colonia e Duesseldorf. E oggi che lavoro su quanto successo la notte di Capodanno in quest’angolo di Nord Reno Westfalia, penso che queste violenze sulle donne siano come un attentato. Possono provocare lo stesso choc.

Sono arrivata nella Nord Reno Westfalia, un bel po’ di tempo fa, per preparare la mia tesi di laurea sull’ “Esodo nella tragedia greca”: chiunque volesse laurearsi in greco antico doveva confrontarsi con i filologi tedeschi. E quindi conoscere la lingua. Così partii per i miei sei mesi (wunderbar) di Erasmus, in cui ho imparato il tedesco, raccolto molto materiale per la mia tesi, conosciuto persone da ogni parte del mondo e per la prima volta provato un diverso tipo di libertà.

Provenivo da Napoli, città complessa (dove io non mi sono mai sentita insicura, a dire il vero), ma dove almeno all’epoca non “si portava” di uscire a piedi. Figuriamoci da sole. Il problema mio e della mia amica Simona – in quei mesi in cui stavo preparando l’infinito esame di Letteratura Greca I e II – era di trovare qualcuno con la macchina, per poter “scendere” nelle piazze di ritrovo.  Non c’era l’abitudine di essere autonome. L’ho imparata a Duesseldorf e Colonia e da allora non l’ho più abbandonata. Ho imparato che significa vivere in città dove tutti girano anche di notte, in totale tranquillità, spostandosi con i mezzi pubblici. Ed è tutto così normale – anche per le donne – che una sera che andammo a ballare con un gruppo di amici cari, all’uscita della discoteca a nessuno di loro venne in mente di accompagnare in auto me e Valentina (l’altra studentessa napoletana, con cui dividevo la stanza nello studentato). Scherzammo sulla mancanza di galanteria degli uomini tedeschi, ma capimmo anche che lì – cioé nel centro di Duesseldorf o nella più colorita Colonia, città vicine tra cui è frequente fare la spola – era normale e possibile per chiunque, comprese due giovani studentesse straniere, spostarsi da sole, di notte. Senza problemi e senza paura.

E’ per questo che ora penso che queste aggressioni di massa denunciate dalle donne la notte di Capodanno siano uno choc autentico. E’ il senso di insicurezza, che rischia di insinuarsi.  E le parole del sindaco, Henriette Reker – che ha “suggerito di tenersi alla distanza di almeno un braccio dagli estranei” – per evitare rischi, ha peggiorato ancora di più la situazione. Sui social network, si sprecano gli sberleffi. E’ un’ammissione di sconfitta, a priori. Per la polizia, impreparata. Per le donne e per la politica, che- messa in grandissima difficoltà dal sospetto che ci siano degli stranieri tra gli aggressori – non sembra trovare altra risposta che suggerire “di tenersi a distanza dagli sconosciuti”.

Non è la Germania che ho conosciuto e da allora amato tantissimo. Anche per questo.

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.