Radio24 | Il Sole 24 ORE

La Ztl? Invenzione di Giulio Cesare

La giungla della strada. E quella della macchina della giustizia. Sabato 30 gennaio, a Storiacce (21.30, riascoltate qui la puntata), abbiamo parlato di omicidio stradale. Dei retroscena della legge, che ancora non c’è; con le disavventure di chi perde un proprio caro e poi deve lottare anche nelle aule dei Tribunali. Per patenti, che non vengono tolte a chi ammazza una persona; per risarcimenti, negati anche a genitori di un bimbo di 3 anni trascinato da un pirata della strada. Per pene, fino ad ora assai esigue. La puntata, con la sua drammatica purtroppo attualità, ha riscosso molto interesse. E il dibattito è aperto. Ma più di un ascoltatore mi ha scritto a storiacce@radio24.it per chiedermi dettagli anche sulle Mitiche Storiacce di quella settimana. E allora, rieccole, anche qui. Andiamo con Giorgio Ieranò, voce che ormai conoscete, professore all’Università di Trento e autore di saggi sulla mitologia classica (l’ultimo sugli Eroi di Troia, Sonzogno) ai temi dell’antica Roma. Dove già esisteva il problema del traffico. E dove già avevano inventato la Ztl….leggete.

 

IL problema di Roma? Il traffico. Ma parliamo di Roma antica, non di quella moderna. Se uno legge Seneca, Giovenale o Plinio il Giovane, trova tutta una sequela di lamentele sui problemi del traffico stradale. Il rumore, i conducenti di carri che guidano come pazzi, gli incidenti frequenti,  i veicoli che intasano le strade. Anche la Ztl, la zona a traffico limitato, l’hanno inventata i romani. Un anno prima di morire, nel 45 a.C., Giulio Cesare firmò la Lex Iulia Maiestatis che alcuni considerano l’antenata di tutti codici della strada. Stabiliva tra l’altro che durante le ore diurne i carri non potevano entrare nel centro cittadino, esclusi quelli della nettezza urbana e pochi altri.

I romani del resto, si sa, erano grandi costruttori di strade, viaggiavano molto, e i problemi del trasporto erano in cima alle loro preoccupazioni. Ma si viaggiava molto anche nel mito. C’erano eroi che erano grandi viaggiatori. Come Edipo, che aveva percorso molte strade della Grecia. A partire da quel primo viaggio che lo aveva portato al santuario di Delfi, dove l’oracolo di Apollo gli aveva predetto il suo destino: “Ucciderai tuo padre e ti unirai con tua madre”. Com’è noto, appena uscito dal tempio, Edipo s’imbatté in un conducente di carri che pretendeva di avere la precedenza, litigò con lo sconosciuto e lo uccise, senza sapere che era appunto suo padre. E fa un po’ effetto pensare che alla radice di uno dei miti cardine della cultura occidentale, alla fine, ci sia un banale litigio per questioni di precedenza.

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.