Radio24 | Il Sole 24 ORE

Parco Verde, la resistenza di una scuola nel fortino della droga

 

parco verde

“Non mollerò mai, anche se dovessi rimanere da sola”. Appena la puntata Storiacce di sabato 20 febbraio è finita, alle 22 trovo una mail di Eugenia Carfora, preside dell’Istituto Viviani-Papa Giovanni del Parco Verde, a Caivano. Il nuovo supermarket della droga, la nuova Scampia. Mi scrive, per ringraziarmi di “aver portato all’attenzione della gente che un solo ragazzo vale oro”.

In certe zone, è questo quello che pure i professori a volte fanno. Battersi per un singolo ragazzo. E insegnare in una scuola come quella del Parco Verde non è la stessa cosa che farlo in altri posti. Ho dedicato la puntata di Storiacce a questo alveare-dormitorio per 5mila persone, tra le province di Napoli e Caserta perché la situazione sta degenerando sempre più. Questa è diventata la nuova principale area di spaccio di tutta la regione. Qui i giri di droga sono “quadruplicati”. E in questo degrado assoluto, sta per svanire anche la scuola. Soppressa, per pochi alunni e troppi costi. Ma ci sono posti dove i numeri non raccontano tutto e si vive in condizioni di emergenza. Come qui dove i bambini sono spesso pusher di una droga nascosta pure negli ovetti kinder o rischiano di essere inghiottiti in gorghi oscuri, come la piccola Fortuna, volata dall’ottavo piano, dopo essere stata violentata.

“Quando non andavo a scuola, facevo rapine, scippi. E a 16 anni ero già a capo delle piazze di spaccio per conto del boss di camorra”, racconta a Storiacce un ex bambino criminale del Parco Verde, ex alunno di quella scuola, Bruno Mazza, ora attivo con un’associazione di volontariato. La sua testimonianza ha mostrato con toni anche drammatici la vita di un ragazzino, in quartieri ghetto come questo. Non avere scuola, per lui significava scorazzare per strada, osservare gli altri spacciare, fare le vedette, rapinare. Cominciare ben presto a farlo. Allora, anche solo l’introduzione del tempo pieno – come ha voluto la preside, arrivata nel 2007 e unico dirigente a restare così a lungo – può salvare un ragazzo e dirigerne la vita. Le inchieste raccontano come sempre più spesso le strade portino laggiù, qua dove anche diversi clan napoletani si sono trasferiti. In silenzio. Anche se non di rado qualcuno, in genere giovanissimi, cadono in agguati.

Ho voluto raccontare il Parco Verde ora, perché penso che chiudere una scuola sia sempre un errore. In un posto così, è un crimine.

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.