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In Tribunale, sulla pianola dello stenotipista

 

 

stenotipiaA Varese, verbali da rifare al processo per l’omicidio Macchi. A Bolzano, errori soprattutto con la doppia lingua. A Reggio Emilia, trascrizioni in ritardo al processo contro le cosche di ‘ndrangheta. E poi una segnalazione formale partita da Roma, due da Verona, una da Novara. La puntata di Storiacce di sabato 2 dicembre è stata dedicata ai disservizi denunciati in alcuni Tribunali, intorno al (delicato) lavoro di stenotipia: l’operazione di scrittura in tempo reale di tutto quello che viene detto in aula. La trasmissione – come raccontato in onda – è partita dalla segnalazione di un’ascoltatrice (come capita spesso), che ci ha scritto dopo il forum sulla Giustizia (ecco il video)– svolto nella nostra redazione del Sole24ore per i dieci anni di Storiacce, con il Guardasigilli Andrea Orlando e i vertici delle Procure di Roma e Milano (Pignatone, Greco, Boccassini e Prestipino).

Sullo sfondo di questa segnalazione, c’è una lunga contesa giudiziaria tra due consorzi, quello uscente (Astrea) e quello che invece ha vinto la nuova gara d’appalto da 64 milioni (Ciclat). Abbiamo registrato racconti da più città, sui disservizi denunciati;  abbiamo sollecitato (invano) una replica alla nuova società e poi abbiamo fatto il punto col direttore generale del Ministero della Giustizia, il referente massimo per queste questioni. “Le segnalazioni ufficiali sono soltanto sei, pensiamo si tratti solo di una fase di assestamento fisiologico dopo il cambio, faremo però verifiche. E comunque la legge ci permette anche di applicare sanzioni in caso di disservizi”, è – in estrema sintesi – il quadro tracciato con Storiacce da Antonio Mungo, direttore generale di via Arenula. Non nega l’esistenza di problemi, se ne sta occupando anche personalmente in alcuni casi- come Bolzano, dove i penalisti sono in forte agitazione – ma riporta la situazione in percentuali “fisiologiche”. A voler riassumere, questo è quello che abbiamo raccontato. D’accordo con quello sostenuto dal direttore generale, non entriamo nella battaglia legale-amministrativa (in cui Astrea è stata esclusa), registriamo disservizi sparsi in una funzione importante. Cronaca. Tanti, pochi, temporanei o duraturi questi disservizi? Al momento, pochi quelli arrivati in via ufficiale, di più quelli raccolti in alcuni palazzi di Giustizia, ma non formalizzati dai dirigenti con note protocollate al Ministero.

Giustamente, i dipendenti del consorzio vincitore dell’appalto – Ciclat – hanno reagito. A difesa della loro professionalità (che non era in discussione) o attaccando- al contrario – “gli altri”, l’altro consorzio nel quale molti raccontano di aver lavorato in passato. E di “esserne poi scappati”, di “essere stati sfruttati”, di “aspettare ancora molti soldi” (“il sottoscritto come altri avanzano stipendi, TFR, in spregio a qualunque tipo di legge. Oggi molti di noi sono felicissimi di essere passati con il consozio Ciclat, dal quale riceviamo con puntualità gli stipendi”, scrive Salvatore Minniti ad esempio). Molti scrivono dalla Sicilia, con un passa parola tra colleghi- per loro ammissione, per portare le proprie esperienze e snocciolare – giustamente – anche le proprie soddisfazioni. Per tutte, cito il messaggio ricevuto da Rosario Strano, responsabile dell’ufficio stenotipia del Tribunale di Catania che ha voluto far sapere a Storiacce di “aver ricevuto i complimenti dal Presidente del Tribunale, per come stiamo svolgendo il lavoro da quando abbiamo iniziato a lavorare per il consorzio Ciclat”. Benissimo. Nessuno ha mai inserito Catania tra le città con criticità. Il tema della trasmissione non era una gara tra stenotipisti. Né le loro condizioni economiche, benché ovviamente queste siano cruciali per un lavoratore. E possono essere uno spunto per futuri approfondimenti. 

Sulla pagina facebook di Storiacce, la puntata ha provocato le opposte reazioni: da un lato dipendenti di un consorzio, dall’altra quelli dell’altro consorzio. Un clima teso che “speriamo si rassereni”, come auspicato dal direttore Mungo. Dal dibattito che questa trasmissione ha sollevato, due aspetti credo valga la pena evidenziare. Da un lato, le condizioni economiche degli stenotipisti.  “E’ giusto obbligare un dipendente al quale a fine mese si riconoscerà uno “stipendio” (li chiamavano “stipendi”, si rende conto!?) di 300,00 Euro, di coprire quattro aule contemporaneamente?”, denuncia Laura Albertini da Roma, che prima lavorava per una società del consorzio Astrea, ora per Ciclat.  (“amo il mio lavoro, ma purtroppo, a parte i primi anni, quando non c’erano ancora gli appalti a livello nazionale, è sempre stato un lavoro che a livello economico ci ha sempre dato non pochi problemi”, racconta Pina Tricoli, riferendo di guadagnare “200 euro in più ora col passaggio da Astrea a Cicat”. Dipendenti Astrea mi hanno scritto, per denunciare lo stesso a parti opposte).

Ho scoperto aspetti che non conoscevo e ringrazio i dipendenti Ciclat di avermi scritto, così numerosi, accendendo un faro sulla retribuzione dello stenotipista. E’ evidente che non possono essere giusti questi “stipendi”, per rispondere a Laura da Roma. Ancor di più per un compito così delicato e importante, come la trascrizione delle udienze dei processi. Attraverso i verbali degli stenotipisti passa anche la sentenza che la Corte emetterà. Per questo, non è affatto giusto che le condizioni di lavoro non siano adeguate alla vostra formazione. E per la stessa ragione, vista l’importanza del ruolo dello stenotipista, è giusto raccontare i disservizi. Anche se pochi. Anche se fosse stato solo il caso di Varese, dove hanno dovuto rifare il verbale di un processo in Corte d’Assise. O anche se fosse stato solo quello di Bolzano, dove i penalisti sono quasi pronti allo sciopero se la situazione non migliorasse. E poi ci sono Verona, Novara e Roma. Restando solo alle segnalazioni ufficiali, mandate al Ministero della Giustizia.

La trasmissione ha registrato l’agitazione esistente intorno a questa funzione assai importante per l’amministrazione della Giustizia e per questo ha voluto avere il quadro completo direttamente dal Ministero della Giustizia. Ai cittadini – e quindi alla nostra trasmissione – sinceramente poco importa chi si sia aggiudicato l’appalto. Ai cittadini – e quindi alla nostra trasmissione – interessa invece molto che la Giustizia funzioni al meglio. Anche grazie al lavoro degli stenotipisti.

 

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